Videogiochi e neurodiversità: un’opportunità educativa e relazionale per bambini e adolescenti

Articolo scritto da Barbara Palazzolo

Introduzione

Viviamo in un’epoca in cui bambinə e adolescenti crescono immersə nelle tecnologie digitali: sono “nativə digitali” (Prensky, 2001), sviluppano fin da piccolə una sorprendente familiarità con schermi, dispositivi e ambienti virtuali.
Questo non è solo un dettaglio culturale, ma un punto di partenza fondamentale per comprendere i loro interessi, i loro modi di apprendere e di relazionarsi. Continuare a confrontare l’infanzia di oggi con quella dei bambini di ieri rischia di diventare un ostacolo. I tempi cambiano, e con essi cambiano i comportamenti, le competenze e le
necessità.
In questo scenario, i videogiochi rappresentano un’opportunità concreta per costruire ponti educativi e relazionali, anche nel caso di bambinə e adolescenti neurodivergenti. Secondo il paradigma della neurodiversità, condizioni come autismo, ADHD e disturbi specifici dell’apprendimento non sono malattie da correggere, ma varianti del funzionamento neurologico umano. Riconoscere questo significa accogliere la diversità senza giudizio, valorizzando modalità differenti ma ugualmente valide di percepire, sentire, pensare e vivere.

Videogiochi e neurodivergenze

Lǝ bambinǝ e adolescenti autisticǝ trovano spesso nei videogiochi un ambiente chiaro, strutturato e prevedibile, che riduce l’ansia e facilita l’apprendimento di nuove competenze (Jiménez-Muñoz et al., 2022). Titoli come Minecraft o Roblox permettono di esplorare e interagire in modo graduale e controllato (Kilmer et al., 2023) (Lee et
al., 2023). Animal Crossing, invece, promuove una comunicazione delicata e senza pressioni, creando un contesto rilassante e meno ansiogeno (Xin Tong et al., 2021). Inoltre, molti video giochi offrono occasioni di esercizio per la flessibilità cognitiva (Colzato et al., 2010) e la gestione dei cambiamenti, abilità spesso critiche nei contesti
quotidiani (Glass et al., 2013) (Barr, 2017).


Per chi ha un funzionamento ADHD, i videogiochi rappresentano strumenti potenzialmente utili per allenare l’attenzione sostenuta (Dye et al., 2009)(Khenissi et al., 2016), la regolazione emotiva (Greitemeyer et al., 2010) ed il pensiero strategico (Adachi & Willoughby, 2013). La presenza di feedback immediati, obiettivi chiari e stimoli
visivi, aiuta a mantenere la motivazione ed il coinvolgimento. Giochi come Mario Kart, Just Dance 2025 o come Splatoon, offrono esperienze dinamiche che stimolano il movimento fisico e la capacità di prendere decisioni rapide. Inoltre, videogiochi progettati a scopo terapeutico, come EndeavorRxTM, hanno dimostrato effetti positivi
sull’attenzione nei bambini ADHD (Kollins et al., 2020).

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Nei disturbi specifici dell’apprendimento, in particolare nella dislessia, alcuni studi (Franceschini et al., 2013) (Franceschini & Bertoni, 2019)(Bertoni et al., 2021), hanno rilevato che i videogiochi d’azione possono potenziare le abilità di lettura, l’attenzione visiva e la velocità di elaborazione. Giochi veloci e dinamici stimolano l’elaborazione degli stimoli visivi e migliorano la capacità di concentrazione.

Infine, titoli come Tetris o Brain Training e similari, si prestano ad essere strumenti utili nei percorsi di potenziamento cognitivo.

Gestione del tempo e flessibilità cognitiva

Moltə bambinə e adolescenti neurodivergenti possono incontrare difficoltà nel regolare il tempo trascorso sui videogiochi, a causa di una percezione alterata del tempo e dell’iperfocus, ovvero la tendenza a concentrarsi intensamente su un’attività d’interesse. Inoltre, il passaggio da un’attività all’altra può risultare complesso, a causa delle sfide legate alla flessibilità cognitiva e alla gestione delle transizioni.

Questo può generare frustrazione o resistenza. Per questo è utile introdurre strategie educative come timer visivi, routine strutturate e pause programmate, che favoriscano un uso equilibrato e sereno dei videogiochi.

Conclusione

In un mondo sempre più digitale, i videogiochi possono rappresentare un alleato prezioso per il benessere, la crescita e l’inclusione di bambinə e adolescenti neurodivergenti. È necessario però uno sguardo consapevole e aggiornato, capace di cogliere le opportunità senza ignorare i rischi. Accompagnare lə giovanə in un uso sano e
funzionale del videogioco significa accettare la diversità dei loro modi di essere, valorizzare i loro interessi e costruire insieme nuovi spazi di relazione, apprendimento e crescita.

Bibliografia principale

Franceschini, S., & Bertoni, S. (2019). Improving action video games abilities increases the phonological decoding speed and phonological short-term memory in children with developmental dyslexia. Neuropsychologia, 130, 100–106. https://doi.org/10.1016/J.NEUROPSYCHOLOGIA.2018.10.023

Jiménez-Muñoz, L., Peñuelas-Calvo, I., Calvo-Rivera, P., Díaz-Oliván, I., Moreno, M., Baca-García, E., & Porras-Segovia, A. (2022). Video Games for the Treatment of Autism Spectrum Disorder: A Systematic Review.Journal of Autism and Developmental Disorders, 52(1), 169–188. https://doi.org/10.1007/s10803-021-04934-9

Lee, J. H., Lee, T. S., Yoo, S. Y., Lee, S. W., Jang, J. H., Choi, Y. jin, & Park, Y. R. (2023). Metaverse-based social skills training programme for children with autism spectrum disorder to improve social interaction ability: an open-label, single-centre, randomised controlled pilot trial. EClinicalMedicine, 61, 102072. https://doi.org/10.1016/j.eclinm.2023.102072

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