I videogiochi non servono (solo) a divertirsi

Articolo scritto da Luca Bruno


Se giochi sprechi il tuo tempo”. È quello che dicono in molti e, se sono in tanti a dirlo, deve essere per forza vero. In passato mi è capitato di sentirmi in colpa mentre giocavo propria a causa di questo stereotipo. Eppure, nella vita di tutti i giorni, notavo delle differenze. Notavo che sapevo fare delle cose senza averle mai apprese, senza che nessuno me le avesse mai spiegate. All’inizio pensavo a miei talenti, cose innate nelle quali ero più bravo rispetto ad altri miei coetanei ma ho iniziato a chiedermi:“come fanno centinaia di ore, dedicate a un’attività, a non lasciarti assolutamente nulla?” –  Persino se passaste cento ore a studiare le forme dei tavolini norvegesi, diventereste degli esperti in una nicchia talmente tanto specifica dell’arredamento che, chiunque, potrebbe riproporre la stessa frase citata sopra.

Questo perché spesso si tende a valutare l’apprendimento come un qualcosa di legato esclusivamente alle hard skills (competenze tecniche e pratiche come la programmazione o l’uso di uno strumento) e non alle soft skills (quelle competenze “trasversali” senza le quali saremmo ampiamente sostituibili dalle macchine, come l’empatia o la comunicazione efficace).
Ogni volta che vi relazionate con qualcuno, organizzate delle tempistiche o risolvete un problema, state attingendo al vostro bagaglio di soft skills.

Fare il Party planner è come organizzare un raid su Wow!

La cosa più sorprendente di queste abilità sta nel fatto che potete migliorarle sfruttando un numero vastissimo attività: organizzare un compleanno, gestire il rapporto con il vicino di casa, organizzare un raid su World of Warcraft..

Non avete bisogno di un insegnante specifico, le potete apprendere semplicemente curiosando nel vasto mondo delle attività umane!

I videogiochi hanno fatto anche questo: mi hanno fatto parlare con amici, conoscenti, colleghi. E più di tutti, mi ha colpito il pensiero dello stimato amico e collega Alessandro Magistri: per lui, i videogiochi erano qualcosa di profondo, una continua riflessione sul mondo circostante. Non erano solo un momento di svago!

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Life skills & transfert nel mondo reale

Esistono un sacco di titoli pronti a insegnarci qualcosa. I Souls insegnano a costruire build tenendo conto dei numeri (capacità analitiche), fare l’allenatore nel mondo Pokemon insegna a trovare i punti deboli nella squadra avversaria e a sfruttare i punti di forza del proprio team (capacità strategiche), vestire i panni di Lara Croft in Tomb Raider ci spinge a risolvere enigmi complessi (problem solving).

Potremmo andare avanti a oltranza (e lo faremo) ma sono sicuro che il messaggio sia passato; questi sono solo alcuni dei titoli più mainstream che si potevano citare per fare una chiara introduzione al modo in cui il videogiocare migliora le nostre soft skills.

Forse è proprio questo il bello dei videogiochi: ci insegnano senza mettersi in cattedra. Non ci dicono “adesso imparerai a gestire lo stress” o “ora farai pratica con il problem solving”. Lo fanno e basta, mentre noi ci divertiamo. Ed è forse per questo che certi insegnamenti restano più impressi: perché li abbiamo vissuti in prima persona, in mondi immaginari che, paradossalmente, ci hanno aiutato a muoverci meglio in quello reale.

Giocare non significa fuggire dalla realtà, ma viverne un’altra per tornarci con qualcosa in più. Che sia la pazienza di Sekiro, la capacità di fare squadra in un raid di World of Warcraft, o l’empatia di una storia vissuta nei panni di qualcun altro, ogni esperienza lascia qualcosa.

Insomma, non una perdita di tempo!

E no, non è vero che i videogiochi non servono a nulla. Servono eccome. Servono a crescere, a capire, ad allenarci a essere più pronti e più umani.

La prossima volta che qualcuno vi dice che state perdendo tempo davanti a un videogioco, provate a chiedergli se ha mai imparato qualcosa… mentre si divertiva.

Magari la risposta è sì.

Magari, senza saperlo, era un videogiocatore anche lui.

Se senti che il rapporto tuo o di qualcuno vicino a te con le tecnologie digitali sta diventando fonte di preoccupazione e vuoi comprenderlo meglio, contattaci per una consulenza su benessere digitale, psicologia delle tecnologie e uso consapevole degli strumenti di supporto online.

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